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Fattori di rischio per l'osteoporosi

Il sesso, la razza, i caratteri costituzionali di un individuo, le variazioni di complessi sistemi endocrini in relazione a fenomeni come la menopausa e l'invecchiamento, interagendo con cause ambientali, quali abitudini dietetiche, attività fisica, fumo, alcool, possono determinare lo sviluppo di una condizione di osteoporosi (vedi tabella a lato).
La predisposizione del sesso femminile per l'osteoporosi dipende innanzitutto dal fatto che le donne possiedono una massa ossea minore rispetto agli uomini e, secondariamente, dal fatto che la carenza di ormoni sessuali (estrogeni), che inizia con la menopausa, determina nelle donne una perdita di massa ossea più precoce e maggiore che negli uomini.Una menopausa chirurgica (asportazione di entrambe le ovaie) determina una immediata riduzione degli estrogeni e quindi una rarefazione ossea più veloce. Una menopausa precoce (prima dei quarantacinque anni) può determinare una riduzione della massa ossea con qualche anno di anticipo rispetto a quanto avviene normalmente.

osteoporosi

Principali fattori di rischio per l'osteoporosi:

 

Età Avanzata

Sesso femminile

Razza caucasica o asiatica

Costituzione magra

Fattori menopausali
Menopausa precoce
Menopausa chirurgica

Abitudini di vita
Insufficiente apporto dietetico di calcio
Scarsa attività fisica
Fumo di sigaretta

Una costituzione esile, una carnagione chiara si accompagnano molte volte a fenomeni più o meno marcati di riduzione della densità ossea. Una storia familiare positiva (genitori o nonni affetti da osteoporosi, o che hanno avuto durante la loro vita fratture multiple) sembra poter indicare la predisposizione allo sviluppo di tale malattia, sia per caratteri costituzionali che per abitudini alimentari ed ambientali.Un regime dietetico povero di calcio, di latte e dei suoi derivati, favorisce una progressiva riduzione della densità ossea. Un'alimentazione povera di questo minerale è ancora più dannosa in particolari situazioni, come nella gravidanza (il calcio è necessario per il feto) e durante l'allattamento (il calcio passa al bambino attraverso il latte materno). E' inoltre dannosa nelle persone anziane, nelle quali l'assorbimento intestinale di questo minerale subisce fisiologicamente un rallentamento, favorendo l'instaurarsi dell'osteoporosi. Il fumo ha un effetto negativo sull'osso e sembra possa determinare l'insorgenza anticipata della menopausa. L'abuso di alcool determina un aumento del rischio di osteoporosi. L'eccesso di proteine alimentari, introdotte con la dieta, favorisce una maggior perdita di calcio con le urine. La vita sedentaria favorisce una progressiva riduzione della massa ossea.


Come Prevenire:

La prevenzione rappresenta l'approccio più razionale e moderno al problema dell'osteoporosi e la diagnosi precoce costituisce uno dei fondamenti indispensabili. La malattia si presenta in due modi distinti:

  • per un periodo variabilmente lungo, ma che dura almeno qualche anno, è presente solo sul piano metabolico;
  • inizia in seguito la fase sintomatica, con la manifestazione più evidente: le fratture.

Nella prima fase c'è il tempo sufficiente ad instaurare trattamenti che prevengano la sua evoluzione, soprattutto quando si pensa che:

  • le fratture di femore nell'anziano hanno spesso prognosi infausta, non solo "quoad valetudinem", ma purtroppo anche "quoad vitam";
  • le fratture vertebrali non consentono una "restitutio ad integrum";
  • anche le terapie più moderne consentono solo recuperi marginali per quanto riguarda la massa ossea perduta, potendo soltanto arrestare o rallentare l'evoluzione della patologia.

L'obbiettivo deve quindi essere quello di non far scendere la massa ossea al di sotto della "soglia di frattura". Per raggiungere questo obbiettivo è indispensabile anticipare quanto più possibile la diagnosi.